La loro filosofia è il rifiuto di ogni compromesso. Le loro birre, premiate ogni anno con medaglie d’oro e premi di portata europea prima, e d’oltremare in seguito.
La recente entrata in scena di trentasei botti di Brunello (che si aggiungono alle altre che nella loro vita hanno custodito bourbon, whisky e calvados) perché alcune loro birre possano affrontare una maturazione dedicata e unica.
La scelta di non ricorrere alla pastorizzazione, perché un prodotto legato da fragili equilibri come la birra ne risentirebbe.
Questi sono alcuni tratti, e se ne potrebbero elencare molti altri, che rendono il Birrificio del Ducato una presenza importante che campeggia e spicca nello scenario delle birre italiane; e nel distinguersi dalle “birre main-stream, da abbinare al lavandino” (ironica e realistica affermazione dello stesso Giovanni Campari), il Ducato propone una diversità di prodotti degni di essere gustati.

– Victoria. Definita dal Birrificio il Ducato una Session Beer, che non stanca, non affatica, con il suo titolo alcolometrico di 3,5% è considerabile una birra leggera, discretamente luppolata, ma che promette una gamma di note erbacee, floreali e fruttate.
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– Freeride. Luppoli della West Coast, sfumature balsamiche e profumi di mango, frutti tropicali e arancia amara. Con 5,2% di alcool, questa birra, evoluzione loro della più nota IPA, è adatta a chi ama gustare una birra luppolata e complessa, di una complessità che diverte e non stanca.

 

 

 

 

 
IMG_4264– Donkere Vader. Il riferimento non è soltanto cinematografico, perché in questa birra c’è il contributo di Derek Walsh, olandese di origini canadesi, giudice di birre di fama internazionale. Birra scura ma non troppo: i malti torrefatti sono dosati quanto basta per permettere a questa birra di esprimersi al meglio anche nel luppolo. L’amaro finale sarà quindi persistente. La percentuale di alcool è di 6,0%.

 

 

 

 

IMG_4265– Machete. Il nome farebbe pensare a una birra dal carattere violento, tagliente. Tuttavia questa birra si presenta come corposa e degna per tutti gli amanti delle birre estreme, ma domata dall’equilibrio che caratterizza ogni buona produzione. Perché questa Double IPA, doppio malto con il suo 7,6% di alcool, è morbida, luppolata, i cui elementi sono dosati in modo da ottenere un prodotto estremo senza che gli stessi elementi si coprano a vicenda. Non a caso, al Birrificio il Ducato è la birra più richiesta.

 

 

 

 

Viaemilia. La prima birra prodotta da il Ducato. Gialla dorata, di bassa fermentazione. Il luppolo utilizzato è quello in fiore della varietà Tettnang Tettnanger, raccolto e selezionato dal Birrificio direttamente in Germania. 5,0% di alcool, elegante, chiara, che non stanca

 

 

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